Aeroporto Di Genova Hub Per Le Merci Il Piano Di Spediporto Per Far Decollare I Traffici

Aeroporto di Genova hub per le merci: il piano di Spediporto per far decollare i traffici

L’associazione degli spedizionieri a capo di un consorzio che gestirà un magazzino da 4mila metri quadrati. Obiettivo? Attirare le compagnie internazionali e sfruttare la sinergia col porto. “Pronti a partire quest’estate”

di Fabio Canessa

21 Aprile 2023

Genova. Genova hub logistico delle merci non solo via mare e via terra, ma anche per via aerea. Spediporto punta sul Cristoforo Colombo con l’obiettivo di far decollare i traffici (non solo quelli dei passeggeri) e conquistare fette di mercato che oggi sono esclusive degli scali del Nord Italia e del Nord Europa, giocando sulla vicinanza col porto e con le realtà produttive. È uno dei punti principali toccati durante l’assemblea generale dei soci convocata oggi al Palazzo della Borsa, dal titolo GENOVA@CONNECTED.WORLD, con la partecipazione del sindaco Marco Bucci, del presidente Giovanni Toti e del viceministro Edoardo Rixi e oltre 250 partecipanti.

Dobbiamo riaccendere sui planisferi l’aeroporto di Genova come hub per le merci – spiega Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto -. Non è un’operazione semplice: il nostro aeroporto è un po’ sparito dai radar dal punto di vista del cargo. Cominceremo ad avviare relazioni con compagnie aeree e grandi operatori di logistica“. A questo scopo l’associazione degli spedizionieri ha formato il consorzio GoaS, partecipato da 22 aziende della logistica e dello shipping, per operare concretamente all’interno dello scalo: “Andremo a gestire uno dei magazzini dell’aeroporto, circa 4mila metri quadri, e qui cominceremo a creare i traffici aero-camionati e sinergie con altri scali aeroportuali che diventeranno fondamentali”.

Ad oggi i traffici merci aeroportuali su Genova rappresentano una quota marginale e sono andati incontro a una pesante contrazione negli ultimi anni. “L’anno scorso abbiamo registrato mille tonnellate di merci transitate in magazzino, nel 2009 erano quattromila-cinquemila. Abbiamo i margini per recuperare, insieme a Spediporto, numeri più significativi degli attuali – commenta Marco Bresciani, responsabile della gestione aeroportuale del Colombo -. Riteniamo che debba essere focalizzata maggiore attenzione vero il mercato, verso i clienti, verso le imprese genovesi che devono spedire. È un fenomeno di concentrazione che si registra in tutta Italia. Il traffico merci è cresciuto ma si è concentrato in pochi aeroporti come Malpensa. Anche a Bergamo c’è stato un calo perché Dhl si è trasferita a Malpensa”.

Ma perché mai la situazione dovrebbe cambiare? “Abbiamo un tessuto industriale importantissimo che spesso si avvale di aeroporti lontani da Genova, nel Nord Europa – ragiona Botta -. Il ragionamento è convincere chi già opera a Genova a utilizzare di più il proprio aeroporto“. Oggi, ad esempio, i componenti per costruire le navi nei cantieri liguri arrivano magari a Francoforte e viaggiano su strada per chilometri. L’idea è che queste merci potrebbero atterrare direttamente a Genova. “Inoltre – prosegue il direttore di Spediporto – Malpensa e Orio al Serio sono spesso in overbooking e devono trovare sponde e collaborazioni per garantire efficienza ai propri traffici. Genova può essere hub di supporto in una rete ideale tra aeroporti per ridurre eventuali disagi di altri scali”.

La nostra missione sarà quella di gestire i flussi di traffico per i vettori, per gli spedizionieri, per i Gsa, per gli agenti cargo e portare avanti tutte quelle attività di supporto e non solo, che incentiveranno un incremento del cargo aereo – aggiunge Andrea Giachero, presidente di Spediporto e del consorzio Goas -. A prescindere da quello che sarà il ruolo del ground handler noi dovremo crare tutte quelle attività a supporto che mancano e che possono incentivare il territorio a riportare su Genova determinati volumi di traffico. Cosa manca? Mancano le compagnie e dobbiamo essere noi bravi a reincentivarle. Siamo aiutati alla grande dalle nostre amministrazioni e dal nostro sindaco, perché tutte le opere che si stanno portando avanti nei prossimi dieci anni ci hanno messo in vetrina. Oggi si viene a Genova non perché è bella, ma perché l’Italia vuole Genova, capisce che è baricentrica per cui automaticamente abbiamo l’opportunità di far capire quanto l’aeroporto sia fondamentale per le strategie della città”.

I tempi? “L’iniziativa è agli ultimi passaggi. Quest’estate potrebbe partire“, assicura Bresciani. A parte i lavori necessari sul magazzino, non servono (per ora) ulteriori investimenti: “Fortunatamente la parte destinata al traffico delle merci è già adeguata alla domanda attuale, abbiamo un magazzino importante con tutte le attrezzature al suo interno, meccanizzazioni, celle frigorifere, sovrabbondanza di piazzale di sosta – prosegue il responsabile di gestione del Colombo -. Siamo già strutturati anche perché qualche anno fa registravamo numeri di merci più elevati. Se il traffico crescerà saremo pronti ad andare avanti con il programma di investimenti anche sulle merci”.

Chiaramente l’aeroporto non è l’unico tema sul tavolo. Spediporto insiste dal 2020 per la creazione della zona logistica semplificata in Valpolcevera: “Sono tre anni che attendiamo la nomina del commissario straordinario, è una cosa assurda, una misura a costo zero. Noi dobbiamo lavorare su queste misure a costo zero che aiutano le imprese in un momento di grande difficoltà e rivedere le politiche del lavoro che sono ferme da trent’anni. Questa è una pura pazzia“, attacca Giachero.

E gli fa eco Botta: “Tutte le associazioni, le realtà imprenditoriali e le amministrazioni si stanno spendendo per chiedere al Governo la nomina di un commissario per la zona logistica semplificata. I vantaggi sarebbero numerosi: semplificazioni dal punto di vista amministrativo che in alcuni casi consentirebbero di tagliare i tempi della burocrazia del 50%. Inoltre sarebbero possibili iniziative commerciali per attirare gli investitori, un flusso che deve essere aumentato anche attraverso servizi tecnologici. Quello di Genova può diventare il primo porto telematico d’Italia”.

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