Prevalgono incertezza e preoccupazione
L’intesa Stati Uniti-Unione Europea sui dazi al 15% non attenua le preoccupazioni di tutto il mondo economico continentale e dunque anche italiano.
Si sono sprecate in questi giorni analisi e valutazioni sui possibili effetti ma tutti sono concordi nell’affermare che il 2025 sarà molto difficile per le esportazioni del nostro paese.
Gli scenari proposti dalla società Cerved, ad esempio, vedono un danno per i bilanci delle imprese italiane da agosto a dicembre di 8 miliardi di euro; un risultato “mediano” tra i 5,1 miliardi ipotizzati con dazi al 10%(scenario base) e al 20%(scenario worst). Sempre secondo Cerved con dazi al 30%, sarebbe stata a rischio la competitività di molti prodotti (in particolare colpiti elettromeccanica, metalli, farmaceutica, sistema casa e moda) con una perdita stimata di 15,5 miliardi di euro.
Visione peggiore per Confindustria, il cui Centro Studi stima, con dazi al 15% sugli scambi Ue-Usa e del 10 % sul resto del mondo una perdita di export verso gli Stati Uniti di 22,6 miliardi di euro. I settori più colpiti sarebbero in assoluto quelli dei macchinari e della farmaceutica ma pesanti ripercussioni si avrebbero anche per alimentari, bevande, automotive, meccanica e pelletteria.
