Spediporto in pressing su opere e sicurezza

Anche gli spedizionieri hanno consegnato le loro osservazioni al Piano operativo triennale per il porto di Genova: il loro focus è sulla sicurezza e una serie di opere delle quali nella documentazione ufficiale sembrano essersi perse le tracce. Tra le cose segnalate dal presidente della Spediporto, Andrea Giachero, torna la stessa osservazione degli armatori: che fine ha fatto il Varco di Ponente? «Tra le opere prioritarie del Decreto Morandi, in quattro anni da allora nulla pare essersi in sostanza mosso. Esiste un progetto sulla carta, ma non è dato sapere come e quando gli spedizionieri di varco potranno operare nell’area». Altro progetto tornato tra le nebbie a 12 anni dalla sua proposta nonostante sia stato già autorizzato e finanziato, è il Punto di entrata designato, cioè l’unica area dedicata ai controlli fisici e non solo documentali della merce. Nel documento si osserva anche l’assenza di un progetto cui gli spedizionieri hanno sempre tenuto, ossia il Parco delle Merci pericolose asservito al Bacino di Sampierdarena, «una delle più avvertite necessità operative» su cui «non pare sia stata assunta alcuna iniziativa che possa essere in ausilio ai terminal, agli spedizionieri e agli autotrasportatori». Il Parco delle Merci pericolose, viene spiegato in ambienti portuali, servirebbe da punto di raccolta e smistamento delle merci pericolose in porto: la sua creazione non sarebbe solo funzionale a una migliore gestione di materiale che ha bisogno di procedure burocratiche particolari, ma garantirebbe anche una maggiore sicurezza all’interno del porto. Gli spedizionieri invece esprimono gratitudine all’Adsp «per aver voluto richiamare l’importanza della Zona logistica semplificata all’interno del Piano regolatore portuale». –

A.Qua.

 

 

Intervento sul Secolo XIX

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Secolo XIX

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